In agosto le sorti della guerra sono ancora incerte e le incursioni aeree da entrambe le parti (il nove D'Annunzio vola su Vienna) si susseguono con bombardamenti nemici anche nei centri vicini a Busiago (Cittadella e Castelfranco) per cui si parla insistentemente di ingrandire l'aeroporto militare con l'arrivo di nuovi reparti.
Il
XXII Gruppo partecipa attivamente alla
battaglia di Vittorio Veneto con attacchi al suolo a basi, ferrovie, truppe in movimento. Il solo giorno 27 ottobre manda ben trenta missioni contro il nemico.
Il repentino
crollo tedesco e la battaglia di Vittorio Veneto pongono fine al conflitto, ma lo smantellamento della struttura militare sarà lunga e per alcuni versi tragica: il 12 dicembre si schianta dopo un volo di prova il comandante della 89.ma squadriglia, tenente
Carlo Roccari.
La guerra, giunta a Busiago sulle ali degli
SVA 5 lascia una situazione di grande difficoltà causa la perdita dei raccolti e lo sconvolgimento delle pratiche agricole.
La disperata necessità di trovare sostentamento qui, come nei paesi vicini, è documentata dai lunghissimi elenchi dei poveri del comune dai quali attingere manodopera per la riconversione dei fondi agricoli requisiti e dai numerosi scritti di richiesta di lavoro. Tutto ciò contrasta con l'esasperante lentezza della burocrazia militare, oberata da mille necessità, nella restituzione dei fondi e nel pagamento dei risarcimenti: non si esita a interessare il Ministro dell'Agricoltura in persona.
Nell'
estate del 1919 l'ultimo militare lascia Busiago, le squadriglie riorganizzate volano in Africa (Libia), la campagna viene definitivamente ripristinata nel 1921.
Nulla sarà più come prima...